Dutch Design Week + Biennale Interieur 2014

A partire dall’ Ottobre 2014, collaborando con la giovane Architetto Silvia Ciracò, Steelè apre una nuova stagione creativa ospitando nella sua Officina giovani designers emergenti, che porteranno le loro idee al suo interno.

Steelè vuole rendere partecipi del suo personale vissuto, fatto di persone, posti e realtà trasversali conosciute durante i viaggi in giro per il mondo, coloro che via via entreranno a far parte del team di creativi di Steelè.

Qui riportiamo le impressioni di Silvia dopo un raid “stretto” di Architettura e Design Nord-Europeo, con  Nadia e Matteo Nabissi di http://www.fabbricasaccardo.it/

in Viaggio tra Maastricht-Eindhoven-Utrecht-Rotterdam-Lille e Kortrijk alla scoperta delle nuove tendenze nate all’ interno delle scuole del design Nord-Europeo.

Eindhoven

Eindhoven

La nostra prima tappa è Eindhoven con la Dutch Design Week,  che promuove le creazioni dei giovani designers Olandesi. Primissima fermata la sede della Design Academy di Eindhoven, dove sono in mostra i progetti che gli studenti hanno presentato per  il conseguimento del loro diploma accademico (Graduation 2014).

http://www.ddw.nl/

Già di per sè il concetto che ne sta alla base, cioè la promozione attraverso la creazione di un vero e proprio evento a scala nazionale dei progettisti che hanno appena conseguito la Graduation, è un grande vantaggio su cui i designers Olandesi possono contare:  i giovani della scuola di Eindhoven vengono proiettati nel mondo del lavoro con molta forza dall’ Università stessa, che promuove il loro operato .

www.designacademy.nl/

Nano Tech

Nano Tech

Graduation 2014
Graduation 2014

Graduation 2014

Graduation 2014

Graduation 2014

Graduation 2014

Graduation 2014

Graduation 2014

La sinergia che si respira è forte,  studenti, docenti, apparato Universitario e la città stessa, vivono l’evento come comunitario, diversamente da quanto succede nelle realtà italiane. Alla mostra della Graduation abbiamo visto progetti diversi e molto innovativi, con una buona base scientifica e di ricerca tecnologica . Non dimentichiamo che Eindhoven attraverso la Philips – che patrocina anche l’ evento della DDW – è il centro degli studi tecnologici dei Paesi Bassi. Meno scientifici ed istituzionali sono invece i padiglioni satelliti che ruotano attorno all’ Academy:  qui designers  già affermati espongono e vendono i loro prodotti , all’ interno di scenari post industriali come quello del Temporary Art Centre  (TAC) e di De Fabriek , fatiscenti ed affascinanti al tempo stesso.

www.tac.nu/

http://www.defabriekeindhoven.nl/

TAC

TAC

TAC

TAC

TAC

TAC

Eindhoven ci è piaciuta moltissimo, siamo elettrizzati. Ma abbiamo amato anche Maastricht, Utrecht  e Rotterdam, diverse nello stile architettonico ma ugualmente chiaramente definite nella loro morfologia e nel loro modo di utilizzare lo spazio. Lille invece – abbiamo fatto un’ incursione anche nel territorio francese –ci delude molto per il suo disordine architettonico e la sua scontrosità. Vogliamo scoprire cosa succede anche oltre il confine e ci dirigiamo quindi verso Kortrijk (Belgio), dove si svolge il grande evento della Biennale Interieur.

www.interieur.be/

ed il suo evento collaterale di design autoprodotto presso il Buda Art Centre

www.budakortrijk.be/

- anche questi sono spazi recuperati attraverso la riqualificazione di una ex sede industriale. 

Buda Island

Buda Island

Buda Island

Buda Island

Man mano che si procede lungo l’ itinerario il percorso si fa più rarefatto: si susseguono nell’ordine i prodotti dei designers , le installazioni che fondono architettura e teatro e il recupero, attraverso magnifiche installazioni temporanee, di spazi della città. Questa l’ installazione che in assoluto abbiamo preferito: un’ esperienza immersiva negli spazi della scuola di Broel , dove le stanza dell’ edificio – che verrà a breve demolito per fare spazio a nuove costruzioni – vengono usate come le pagine di un libro per raccontare, attraverso dei segni grafici sulle pareti, la storia del concetto di casa così come si è sviluppato negli ultimi 50 anni. Infine nell’ ultimo stabile dismesso che ospita la mostra ammiriamo le sue stanze abbandonate e misteriose arredate con mobili contemporanei (spunta il nome anche di un’ azienda veneta) che diventano rifugio per i visitatori, casa per i designers, accolgono letteralmente il pubblico che può entrare a far parte dell’ esposizione e viverla in prima persona scegliendo di soggiornarci per la nottata (65 EUR/notte). The home does not exist. 

Luoghi meravigliosi ed affascinanti diventano vivibili con interventi minimi. Torniamo a casa con una sensazione magica di poter far rivivere gli spazi, ogni genere di spazio, anche quelli dismessi delle nostre realtà ex industriali Alto Vicentine.”

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